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venerdì, febbraio 01, 2008

Sono sicura che non ce la faro'. Ma non importa. Límportante e cominciare diceva qualcuno no?


Scrivo al ritmo di un post al mese. Poi ogni giorno controllo gli ingressi, controllo chi e venuto a leggermi, come se….chi veniva non si sia ormai annoiato dei soliti post che sono sempre li ad arredare questo mio blog che prima era pieno di vita e che adesso perisce senza racconti, avventure, riflessioni.


Chissa come mai prima ero cosi prolissa ed adesso non lo sono piu. Scrivo in modo diverso di questo me ne rendo conto. Mi rendo anche conto che mi rileggo che correggo. Prima questo non lo facevo. Sputavo energia e poi cosi sfusa la gettavo in pasto di famelici quanto sconosciuti lettori che si soffermavano armati di pazienza a leggere quello che avevo scritto, per me, per loro, un po per la me del futuro che potrebbe essere anche oggi.


Ma vediamo di riassumere le situazioni piu salienti degli ultimi mesi.


1)      A inizio dicembre la festa della societa'.  A pranzo fuori, al pub tutto pagato. A casa con il taxy e una situazione poco simpatica. Un tassista che si approfitta di me e dei miei soldi. Ma giusto per ricordare a me stessa che dagli errori si deve imparare e non dimenticarli. Bisogna tatuarsi il buonsenso dentro il cuore. Altrimenti non si cresce. Proprio no.


2)      La cena a casa, quando ho fatto la polenta poco prima di Natale, dove c'erano Alessia, Massi, Betta ed il suo amico Nicola con il maldidenti. Bella serata, divertente, cosi perche e bello quando inviti persone a casa tua e vengono sul serio. Fin da piccola ho avuto questo mio piccolo grande neo che non mi fa organizzare le cose perche poi….sono convinta che nessuno si presentera'.  Ricordo che ad un compleanno nel pomeriggio poco prima della festa seduta in macchina con Francesca piangevo convinta che al mio compleanno non sarebbe venuto nessuno. Non ci posso far nulla, mi convinco che gli altri reputino poco importante cio che mi riguarda. Non che non mi vogliano bene ma che io sia circondata da persone che uno in meno tanto non fara poi troppa differenza. Ed invece non so perche quegli in meno sono sempre quellic he piu ci tenevo venissero. Ho imparato. Meglio invitare poche persone quelle che vuoi vengano. Prima io andavo sul numero, ne invito tanti almeno qualcuno si presentera'. Ah cosa fa fare la mancanza di autostima ragazzi miei.


3)      Poi beh…poi la partenza per l'Italia. Questo e un capitolo a parte, un capitolo lungo. Vorrei poterlo raccontare come fosse stato ieri.  Sono partita da Dublino con la valigia ultrapiena di regali. Solo e soltanto regali. Regali per tutti. Da Berlino, da New York, per natale. Insomma una media di 3 regali per ogni componente della mia famiglia. Mi piace portare un pensiero, una magliettina, un piattino, un qualcosa  per ogniuno di loro. Mia mamma si lamenta che spendo troppo. Forse non so.


Ho passato il 24 a casa. Il 25 da mia sorella. Il 26, il 26 sono andata a cena da Scrivana. E come al solito ha anche lei tastato con mano il mio proverbiale ritardo. Ero stata invitata ad arrivare dalle 7 in poi, tra un giro ed un altro mi sono ridotta ad uscire di casa alle 7. Cosi ho mandato un sms dicendo che avrei tardato. Non avevo calcolato di non sapere la strada e dunque per errore sono uscita a Sesto SanGiovanni e alla fine del 4 giro attorno all'Auchan, forse ho capito che "MI ERO PERSA". Niente Panico Sgru. Trottiti trottiti sono rientrata in tangenziale e ho proseguito verso la mia meta. Arrivo al casello e gli chiedo per andare a boh un posto che non c'entrava proprio nulla e quello mi guarda e mi ci fa:


-"Oddio, sei proprio fuori strada, devi tornare indietro."-


Lo ho guardato a bocca aperta a dir poco spaventata e credo se ne sia accorto di brutto di brutto perche io senza dir niente ho preso il fogliettino ed ero in panico.


-"Mi faccia vedere!"-


Gli passo la stampa delle istruzioni e mi guarda sorridendo.


-" Lei mi ha detto un altro posto signorina, L'uscita e giusta, deve proseguire verso destra e poi andare dritto."-


-"Che bello!!!! Grazie, lei mi ha salvato la vita"-


Bla che ti bla sono arrivata alle 9, ignara che ritardataria che non sono altro c'era solo un altro ospite e…stavano solo aspettando me. Che figuraccia incredibile. Sopratutto poi quando sono venuta a sapere che l'altro ospite era li dalle 6. Insomma non mi smentisco mai.


La cena era una cosa semplice ma buona e la serata e stata molto piacevole. Scrivana ed il suo ragazzo B. e un altro Blogger che dice di essere chiuso forse  aperto che forse richiude ma che forse e un segreto e quindi non lo dice e dunque vabbeh voglio dire non ve lo dico manco io chi era no?


E si e parlato, a fuoco incrociato Scrivana e il blogger mentre io e B gli andavamo dietro ed a volte viluppavamo discorsi nostri e poi mi mischiavamo e poi tutti assieme. Ma l'argomento che piu mi e rimasto impresso e Lapo Elkan essere pro lui o contro lui. E un figlio di papa incapace o un capace ma schiacciato dal nome della sua famiglia? E si sono snocciolati mille e mille vicoli e stradine che abbiamo percorso passo passo assieme. Insomma divertente. A volte anche istruttivo.


Poi il 27 era giorno di lavoro e verso la mezzanotte noi ospiti siamo andati per la nostra strada. Fortunatamente Il tipetto mi ha fatto strada fino alla tangenziale. C' era pericolo che mi sarei ritrovata a Firenze senza passare dal via.  Da quando sono partita da Milano 7 anni fa ormai non son piu capace di guidare come una volta. Fa molto non guidare, perdi le tue sicurezze e dimentichi le strade.


Il 27 ed il 28 li ho passati a casa. Non sono uscita la sera, non mi sono organizzata, non ho chiamato nessuno. Anche lo avessi fatto secondo me non avrei trovato molti ancora in giro per Milano.


Anzi no il Venerdi o il sabato sono uscita con il caro Tuccio. Tuccio e un mito, ho molto rispetto per lui. Insomma ci siamo incontrati In centro con lui e Gero e dopo un po di vagabondaggio alla ricerca di un locale siamo arrivati in un posto aperto e ci siamo bevuti un paio di drink ridendo e raccontando e organizzando e parlando. Voglio bene ad entrambi sono davvero contenta di averli come amici.


Il 29 sono invece andata alle 10 in aereoporto. Ho conosciuto Emilio ed abbiamo aspettato Effe che arrivasse in aereo. Abbiamo riso tanto anche perche lui aveva il cartello Mr Tontolo, ed io avevo quello Antonia T. Come se aspettassimo I signori Tontolo. Esisteranno poi davvero delle persone che fanno di cognome Tontolo? Fa ridere. Il tempo intanto e trascorso ed io ed Emilio abbiamo avuto la possibilita di conoscerci un pochino, oddio, in fondo siamo come in cast. Non siamo troppo diversi.


Appena arrivato Effe tira fuori il suo cartello, cerca il signor Muccuso B. Che risate in giro per l'aereoporto con questi fantastici cartelli.


Insomma recuperato Effe dobbiamo correre in stazione che arriva un altro pezzo del puzzle casteggiante. Giusto giusto in tempo perche lei uscisse dalla stazione e ci vedesse scendere dalla macchina. Un tempismo perfetto.


A questo punto tutti in macchina e si parte. Mica troppo lontano. Dalla stazione a corso buenoAires tempo di percorrenza 15 minuti Km percorsi 3 ma se li facevi appiedi ci mettevi meno tempo, maledetti semafori.


E'come se ci conoscessimo da sempre. Sono belle persone divertenti e mi sento sicuramente a mio agio. Altro che avevo passato I mesi prima a chiedere se davvero sarei stata ben accetta se mi fossi unita a loro per capodanno.


Tra una cosa e un altra finiamo appiedi al Duomo alla ricerca di un caffee e della colazione. Avevo promesso sarei tornata per pranzo. Alla buon ora.


E piu forte di me. Io ed il ritardo abbiamo un connubio estremo.


Cosi dopo il caffe, Effe ci lascia ed io Emilio e Morena finiamo in galleria dove loro si esibiscono in un fantastico giro di waltzer come in uno di quei film in bianco e nero che fanno tanto retro' ma ti ricordano la "DolceVita" Italiana.


A questo punto li abbandono con la promessa che li avrei raggiunti il giorno dopo appena possibile. Quel pomeriggio penso di essere stata con mia nipote. Di essere andata a comprare delle maglie. Non ricordo di preciso.


Il giorno dopo di domenica dopo aver preparato la borsa per andare via ho pranzato a casa con la famigliola.


Poi gambe in spalla e sono andata. Anzi ruote rollanti e sono andata. Con la macchinina che mamma ha venduto. Si perche la hanno venduta ad un amico di famiglia con la condizione che io potessi usarla durante il periodo di natale. D’ora in poi saro senza macchinina quando vengo a milano. Sob.


Anyway son partita alla volta di Como per rivedere Emilio, Morena e Effe.


Nella mia mente malata da “prendi appuntamento e poi arriva in ritardo” ho anche detto a Vanessa che sarei andata a trovarla e a MIRELLADEPARIS che ci saremmo incontrate a Lugano. Sono un danno. Davvero eh!


Prima di tutto a Lugano non siamo piu andati e cosi la povera Mirella che da Chiasso era andata fino a li in treno e dovuta tornare indietro. Mi sentivo davvero mortificata.


Cosi appena incontrati gli altri ho comunicato I miei impegni e li gli ho detto: “Andate a casa fate da magnare ed io arrivo per cena!” Comoda no? Un bell’animale. Non proprio cosi dai, adesso esagero ma alla fine il succo poi e questo.


Insomma a questo punto vado a Chiasso e cerco con le indicazioni che mi aveva dato Mirella di trovare il posto dove dovevo andare….prendendo un senso unico. Mamma che paura. Non guidare  per tanto a volte quando poi riprendi ti fa sentire terribilmente insicura. Beh, alla fine piu o meno sono arrivata dove dovevo arrivare-la stazione- ed ho incontrato  chi dovevo incontrare –Mirella-.


E’ stata gentilissima. Siamo andate a casa sua a farci un the. Ha una casa splendida, davvero. Con una visuale panoramica eccezionale, ho fatto foto del panorama fantastiche. E poi abbiamo parlato, di vita, di film, di futuro, di lavoro, insomma in un  tempo concentrato era come se ci conoscessimo e fossi andata li per prendere il the da chi ormai conosco da tanto, ed invece. Bello! Grazie. Sono stata davvero contenta di poter parlare e dare un volto ad una persona alla quale sono affezionata.


Ritornando a Como ho dovuto cercare casa di Emilio, ho seguito bene o male le sue indicazioni e dopo un paio di chiamate sono finalmente arrivata sotto casa sua.


Erano le 8 praticamente. Insomma che bestiolina. Poi li abbiamo chiacchierato, casteggiato, bevuto qualcosa, mangiato qualcosa e poi visto che Pier aveva chiesto di vederci, ci siamo incontrati in un locale con lui.


Una cosa mi ha dato fastidio, che presentasse tutti in base al loro lavoro. Come se fare il pittore o il ballerino o il capo d’azienda fosse migliore di fare il contabile o che so io, la segretaria. Non so ho avuto questa impressione. Mi sono sentita fuori posto ma forse era tutto dovuto al fatto che avessi un malditesta fortissimo che mi fatto fare la parte del pescelesso dentro una pentola che sta bollendo. Occhio a palla e respirazione tipo: mpap…mpap…mpap.


Insomma ad un certo punto presi dalla compassione nei miei confronti ci siamo mossi verso casa. Emi aveva preparato cartelli su ogni camera. Ha una casa gigante di 4 stanze 2 bagni sala, sala da pranzo e cucina. Per cui ogniuno di noi aveva una stanza per se con il rispettivo nome stampato sulla porta. Io avevo Miss Sgrufoletta. Morena La Principessa ed Effe…beh Effe il suo Mr Tontolo.


Insomma di ritorno a casa abbiamo parlato un po, sgranocchiato qualche arachide, loro io no che senno la dieta la mandavo in malora in un pugno di noccioline. Ma poco dopo mi sono scusata per il malditesta e sono andata a letto. Loro non so quanto siano stati ancora su a chiacchierare.


La mattina dopo alle 10 mi sveglio e sento le voci. Erano gia a tavola pronti a far colazione e l’avevano gia imbandita con ogni ben di dio. Marmellata biscotti, brioscine. Di tutto di piu. Un risveglio divertente. E stato bello conoscerli. Diverso da altri incontri che ho fatto in passato. Di solito ci sono sempre degli inciuci e questo spesso mi mette in imbarazzo proprio perche mi sento di troppo ed e per questo che inizialmente mi ero preoccupata che effettivamente avessero piacere che ci fossi anche io.  Invece sono stati davvero bellini. Ci conoscevamo da sempre e da mai. Come parlare con chi non vedi da tanto ma in effetti conosci. Lo ammetto e un livello diverso di conoscenza Skype rispetto alla chat normale.


Dopo colazione il computer e stato acceso e…beh…si e iniziato il karaoke. Effe ed Emilio hanno cominciato con “No perditempo” della Cortellesi. Poi hanno continuato con “No perditempo” della Cortellesi, poi hanno riproposto “No perditempo” della Cortellesi, quindi hanno ripetuto “No perditempo” della Cortellesi alla fine della decima volta io e Morena ci avevamo paroline dolci di annunci di quotidiani che ballavano il tip tap intercalata con una tarantella sulla testa e I neuroni facevano la fila per timbrare il cartellino e andare in vacanza il piu lontano possibile. Se pensate ad un luogo, ecco piu lontano di li.


E dopo colazione abbiamo cominciato con I preparativi del cenone. Un cenone per 6 ma che avrebbe benissimo sfamato 15 persone tranquillamente. Salumi, crostini, crespelle alla ricotta e rucola, risotto ai funghi, scaloppine coi funghi, salciccia con le patate. E per dire queste sono le cose che ricordo…sicuro che mi son persa qualche portata.


La cuoca era Morena. Morena ha la mamma con un ristorante gigante dove vanno a far I matrimoni e dunque sa cucinare. E sa cucinare bene. Effe si occupava dell’aspetto e dell’apparenza dei piatti e della tavola, Emilio faceva il galoppino ed io…beh io facevo la tuttofare. Tanto che ad un certo punto Effe per gioco ha cominciato a chiamarmi “Rumena”.


Faceva ridere. Rumena fai cosi, Rumena fai cosa’. Ed io che dovevo andare da Vanessa. Povera le ho tirato il pacco. Il fatto e che avendoli abbandonati il giorno prima mi vergognavo un bel po di sparire nuovamente e per di piu ero spaventata di prendere la macchina per andare da lei che tra l’altro non sapevo nemmeno dove dovevo andare. Cosi le ho mandato un sms. Ma mi sa che aveva il telefono rotto e non lo ha mai ricevuto. Altra figura di merda. Spero solo che non sia ancora arrabbiata. Le ho poi mandato una mail chiedendole scusa per come mi son comportata e lei dice di avermi perdonata. Io lo spero. E una di quelle poche amiche che conosco da quando ho 7 anni. Per la precisione dalla 3 elementare quando mi sono trasferita a milano.


Sta di fatto che io facevo la “rumena”.


Verso le nove e arrivata la coppia di amici di Emilio e abbiamo cominciato a mangiare. Tra risate, bevute e insomma aspettativa per il nuovo anno.


Il tempo e passato.


Ale, l’amico di Emilio aveva portato anche delle trombette per festeggiare.


Poco prima di capodanno non ricordo nemmeno per quale motivo sono andata sono finita in sala e le ho viste e cosi per gioco le ho prese ed ho fatto uno scherzo.


Peeeeeeeeeeee con 2 trombette. Effe che parlava con Emi e Morena si e spaventato cosi tanto che ha cominciato ad urlare:


-“Rumena di merdaaaa tornatene a casa tua!!!!!”-


Sono partite risate generali che ci hanno portato quasi alle lacrime. Ancora oggi che e ormai passato un mese…mi prendono in giro per questo.


Alle 11.30 circa abbiamo iniziato il collegamento in diretta con il daddy alias Roberto, un altro ragazzo che da SanFrancisco partecipa solitamente con noi alle cast. Collegamento diretto con lui e la moglie che hanno visto noi che ballavamo, cantavamo, festeggiavamo e facevamo il trenino.


E stato divertente.


Un altro avvenimento degno di nota sono e questo: Si cantava con il karaoke ed era diventata usanza ormai che cantando si dovesse prendere un oggetto per utilizzarlo a mo’ di microfono. Ecco Emilio sulla canzone “ Se stiamo insieme” di Cocciante ha preso un candelabro e mentre si lanciava in un assolo sulla nota piu alta ha usato questo candelabro capovolgendolo. Peccato che dentro il candelabro ci fossero rimasugli di candela e cenere e….dritti senza passare dal via sono scesi nell’esofago del povero cantore che rimasto senza respiro ha cominciato a tossire diventare rosso e contorcersi.


Ai nostri sgurdi interrogativi e anche un po preoccupati lui ha risposto


-“ Oh che schifo mi sono mangiato le ceneri del nonno!”-


Ed anche qui le risate generali sono partite fino a quasi a trasformarsi in lacrime.


Poi proseguendo con le chicche della serata, il trenino lo abbiamo fatto. Si ben due volte. La seconda pero mancava Morena che momentaneamente si era ritirate nelle sue stanze da principessa. Nessuno di noi lo sapeva cosi il trenino e partito alla ricerca di Morena. A e I o u Ipsilon


-“Andiamo a prendere Morena dove e?”-


-“Sicuramente in cucina dai andiamo”-


-“Ma non c’e’? E in bagno?“-


-„No No e al telefono in camera sua, dai andiamo“-


Il trenino di muove. In cima Effe, quindi Emilio, poi io, ed alla fine Ale. Ci approssimiamo alla stanza di Morema e..saueeeeeeeeera sasueeeeera….apriamo la porta e.. a e I o u ipsilon….Ehm ecco nel senso.


Gia la povera Morena si stava tirando giu I pantaloni per cambiarli. E noi entrando l’abbiamo trovata che aveva appena finito di slacciarsi la cerniera e si accingeva a sfilarseli.


Il momento di imbarazzo e stato davvero esilarante ed a qual punto un colpo di genio del capo treno :


-“The show must go on!”-


E via il trenino si e spostato proseguendo verso il nuovi lidi, ridendo sbuffando, lacrimando.


Quando non ero a casa un altra cosa che e successo e che mi e stata raccontata, e che la prima sera mentre erano al pc e’ capitato di contattare una persona anch’essa americana con la quale siamo in cast ed una persona questa assolutamente riservata. Tanto che per poter essere accettati tra I suoi amici bisogno essere proprio fortunati. Beh sta di fatto che loro conoscendola da piu tempo sono stati eletti degni di tale fortuna ( non lo dico con picco in quando lei la conosco proprio poco e il fatto che non ci siamo aggiunte non ha importanza abbiamo comunque un rapporto lieto e socievole)  Anyway sta di fatto che quella sera hanno fatto una conferenza solo loro e non in cast e una volta chiusa Morena e venuta fuori con qs frase :


-“ Non so chi e , non so che fa, non so quanti anni ha ma io la voglio bene lo stesso”-


Il tono, la connotazione dialettale della frase, il modo in cui e stata pronunciata, hanno fatto si che questa frase diventasse uno dei motti del week end assieme.


Ecco per riallacciarmi al proseguire della serata ad un certo punto, Morena sparisce nuovamente in quanto non si sentiva molto bene probabilmente avendo mischiato un po troppi vini e cosi va a dormire.


Verso le 3 mentre noi si giocava alla playstation, La vediamo arrivare in sala con il cappotto che si dirige alla porta:


-“Morena dove vai?”-


-“A casa, vado a Roma!”-


-“%%%????!!!???”-


-“More siediti un attimo”-


-“Ho freddo!”-


-“Prendi la copertina e ti siedi sulla poltrona”-


Cosi ha fatto, addormentandosi nuovamente. E tra una giocata e l’altra Effe ed Emilio continuavano a dire:


-“ Dorme ci ha malditesta, non so che fa, che dice ma io LA VOGLIO BBENE LO STESSO!”-


E giu a ridere.


Verso le 4.30 io ho dato forfait. Ale e la moglie sono andati via. Morena si e svegliata totalmente ed io, ero ufficialmente stanca.


Non passano nemmeno 20 minuti che mi chiamano.


-“Sgrufi, tra 10 minuti tutti sul letto di Effe dormiamo tutti assieme”-


Oh doh! E via.


Mi infilo nel lettone, vicino a me Morena, vicino a lei Emilio e ultimo Effe.


Ormai tutti insaccati a Morena viene la brillante idea:


-“Ho sete”-


-“Effe dai vai tu a prendere da bere”- dice Emilio


-“ Ma ho appena tolto le lenti poi faccio come stamani con il forno”-


Al mattino essendo senza lenti ed avendo messo il latte a scaldarsi dentro il microonde mi hanno raccontato che, insomma pare sia stato buffo guardarlo cercare di aprire il forno. Estremamente divertente.


-“Su dai”-


Off he goes a prendere l’acqua.


-“ Ma non hai portato I bicchieri?”


E va a prendere I bicchieri sbufacchiando.


Quando fa per mettersi a letto si ritrova sotto il sedere tutti I bicchieri usati che essendo insaccati non potevamo posare altrove.


-“Siete proprio degli stronzi”-


Risate generali, Morena gia dorme. Anche io passo a sognare tra le braccia di Morfeo.


Nemmeno 2 ore dopo, sentiamo Effe muoversi  e…come molle saltiamo tutti su ed ogniuno va di noi torna al suo ovile per riuscire a dormire un po piu comodi e riposre un po.


Dopo poche ore…abbiamo rimesso apposto. 2 sacconi neri di immondizia. Quanta monnezza possono creare 6 persone dopo solo una cena? Tanta…ve lo assicuro.


Tra chiacchiere e parole….finisce il week-end del primo dell’anno ed io torno a casa mia dove la mammina mi aspetta in attesa che io le racconti le mie avventure.


E puntualmente non lo faccio. E che io di mio non sono una che racconta molto a voce. Si forse qui sul blog mi piace segnarmi cio che mi accade ma….non e che poi.. Boh non racconto molto.


Il 2 sono partita. E rieccomi a Dublino.


4).          Ho fatto l’esame e l’ho passato. Ed il giorno dopo e arrivata mia sorella con


             Suo ragazzo. Sono contenta di averlo conoscito. Me ne continuavano a parlare tutti ma non avendo avuto la possibilita di conoscerlo, non sapevo che tipo fosse. Sono una bella coppia. Mi piacciono. Abbiamo girato un po per Dublino e mi hanno portato il forno che l’altra mia sorella mi aveva regalato. 


Basta. Per il momento La finisco. 


Per chi fosse arrivato a leggere fin qui. Grazie per la pazienza.


        


 


 


 


 

postato da: Sgruf0letta alle ore 16:04 | link | commenti (9)(svolazzanti)|commenti (9)
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