

Ci sono persone che costruiscono dentro di te un piccolo angolo. Che creano una particolare aura dentro la tua mente e che ti permettono solo per il loro modo di essere un percorso dentro di te. A volte spariscono lasciando il segno, a volte restano e come piccoli e laboriosi insetti si impegnano inconsapevolmente a darti piccoli imput per la tua crescita personale.
Sono convinta di questo.
Tanto tempo fa ho conosciuto un ragazzo. Fin qui niente di speciale, ma è chiaro, chi poi diventa importante non lo sai, si tratta di un percorso che si fa in un insieme di piccoli dettagli. Le parole scivolano in quelle che sono notti di dormiveglia o di confidenza. Le passioni, le emozioni , sono alchimie che quasi mai sono programmate, si creano rincorrendosi in un crescendo di movenze e pecezioni.
Gli anni passano i pensieri si allontanano ed avvicinano come elastici collegati da un filo invisibile ma saldo. Ricordo ancora le sensazioni delle prime volte. Rincorrere quello stato di aspettativa che non vuoi deludere o che ti sei costruito.
Ripercorro a sbalzi le situazioni che allontanano ed avvicinano in un alternarsi di parole, emozioni, pensieri.
Ci sono persone che a loro insaputa ti regalano dei particolari che ti permettono di costruire un te stesso migliore e scoprire parti di te che spesso combatti o vuoi nascondere forse per timore di non riuscire a confrontarti con il mondo che vedi.
Quando le reazioni sono costanti e buffe, quando vedi una te che timida intraprende percorsi sconosciuti ed intriganti, allora, ti chiedi come puoi fronteggiare il pensiero di quelli che per te sono gli altri. E cominci li a crescere quando ti spingi oltre. Oltre ciò che sei e sei stato.
La mia personalità è spesso e volentieri quella di una persona che si piange addosso. Sopratutto qui in queste righe. Eppure non sono solo questo. Lo so io e lo sanno anche molti che mi conoscono sul serio.
Tutti in fondo ci aiutiamo a crescere. Con le nostre strade che incrociatesi casualmente si trasmettono scosse elettriche ed adrenaliniche in un fondersi di esperienze, sensazioni, parole dette non dette, gesti che provocano conseguenze.
Quando ero piccola volevo essere....ora sono cresciuta. Sto crescendo e devo ringraziare tutti. Ad alcuni poi dai una particolare importanza, ti hanno dato un scossa di cui probabilmente avevi bisogno.
Quello che voglio dire è che l’incontro con questo ragazzo è stata un ennesima svolta.
Mi scopro diversa. Mi scopro piu sicura, mi scopro come non mi ero mai vista. Quello che vedono gli altri non è mai quello che vedi tu.
Non parlo di situazioni sentimentali, quelle sono un altra cosa, sono un tuffo nel buio con la luce che ti acceca.
Mi ricorderò sempre di quei due ragazzi che un giorno quando avevo 24 anni mi parlarono. Cosa mi dissero non lo so. Cosa mi scattò ascoltandoli non saprei proprio dirlo. Il risultato fu che io mi misi a dieta perdendo quanto bastava per tornare ad essere del mio peso forma. Tanto tempo fa. Ora sono tornata ad essere rotonda.
Ecco tornando al ragazzo che ha scatenato questo post lo ho conosciuto 6 anni fa, una persona particolare assolutamente diversa da me. O forse tanto simile a me.
La descrizione del suo mondo, del suo essere sono sempre uno schizzo di adrenalina che ti penetra il cervello e la spina dorsale.
Il suo carisma è una forza che ti trascina verso un arcobaleno di colori.
Ho trascorso una serata a ridere, a parlare, a girare dondolando in un atmosfera di complicità e frizzante ironia.
Energia, la sua energia me l’ha trasmessa. Il suo frenetismo e diventato un pò mio. E la voglia di riuscire.
Ecco, ci sono queste persone che ti danno questa scossa inaspettata ma che sapevi. E ti danno il via.
Magari piccoli passi, magari grandi. Ogni passo in avanti è un successo del tuo cammino. Ogni passo ti porta piu vicino alla tua meta finale o anche a quella intermedia.
E’ che sento che ce la faccio.
Conoscendomi non sono cosi.
Lo so di essere strana. Che a volte faccio riflessioni fuori dalla norma perche un po pazze. Ma sono cosi.
La lista la ho. Ora devo solo mettere una linea.
Things to do: New Year’s Resolutions.
L'altro giorno che sono arrivata in Italia, mi e quasi scoppiato il cuore. Dalla gioia.
Mia madre mi avvicina, mi guarda e poi mi dice:
-"Ti devi trovare un Cancro per uomo"-
-"E perche?-"
-"Perche con tuo padre vado daccordissimo, guarda mi porta sul palmo di una mano, si comporta come non si e comportato mai nemmeno da fidanzati. Piu passa il tempo e piu....hhhhhhhhhhh"-
Dopo 33 anni di matrimonio si puo amare così?
Evidentemente si. Ecco allora, fanculo a tutti quelli che non ci provano!!!!!!
Ah BUON NATALE!
Raccolgo l'iniziativa di elfo ed invece di mandare cartoline di auguri vi invito tutti a questo evento:
Who? Tutte le uomini e donne, voi e chiunque conosciate.
DOVE? Dappertutto nel mondo, ma particolarmente nei paesi con le armi di distruzione di massa.
QUANDO? Giorno di solstizio di inverno - venerdì 22 dicembre, nell'ora che preferite, in un posto di vostra scelta e con tanta privacy riteniate opportuna.
PERCHÈ? Per effettuare cambiamento positivo nel campo di energia della terra attraverso l'input del più grande impulso possibile dell'energia umana: un orgasmo globale sincronizzato. Ci sono due nuove flotte degli Stati Uniti che dirigono per il golfo persiano con apparecchiatura anti-sottomarino che può soltanto servire contro l'Iran, così il momento di cambiare l'energia della terra è ORA!
Buon Natale.
Venerdi sono stata al cinema. A vedere Deja Vue e poi the holiday. Belli, ma sono andata a letto arrabbiata, depressa, un po scazzata. Quei giorni che ti senti una ruota di scorta che ti dici. Cazzo, faccio sempre la ruota di scorta nelle situazioni nelle quali vorrei invece essere protagonista. E poi la voce fuoricampo che ti dice” Colpa tua, chisceglie la parte sei tu!”. Ma vaffanculo, va!.
Sabato che ho stirato. Avevo un biglietto per l’italia. L’ho lasciato andare. Non sono partita. Che parto Venerdi per 5 giorni. Differenza: il biglietto di venerdi scorso lo pagai 42 euri. Quello di questo 277. I controcazzi di quello stramaledetto fetentone che mi ha fatto aspettare. Non esiste ma fatemelo maledire visto che non c’e.
Alla sera sono andata a cena al Wagamama con Loredana. Dopo tipo 3 o 4 settimane che non ci vedevamo. Oh pero.
Serata tranquilla.
Domenica ho beccato un virus al pc. Ed e finita la mia giornata.
Lunedi...cosi!
Martedi mi sono fatta un workshop di recitazione.
Andate in pace il post è finito.
Spesso mi capita che mi sento sospesa, che mi prende questa smania di comunicare ed io voglio amare. Non si tratta di amore tra uomo e donna o di amore di altro tipo, è sospensione in uno stato di leggerezza vuota.
Ti senti svuotato di tutto il peso che fino a quel momento hai portato. Come se fosse stato un fardello di cui non ti rendevi conto la grandezza, la forma, il suo ingombrare astuto e goffo.
E ti senti cosi, con i brividi che percorrono il tuo corpo le mani congelate che fremono nella voglia di comunicare quell’emozione.
Che capisco perfetamente che mi ritrovo in questo stato quando leggo libri che mi sono piaciuti particolarmente.
I libri sono la mia droga. Piu di ogni altra droga. Sono una web addicted, una food addicted, una pigrizia addicted, ma i libri, quelli cosi che mi lasciano in questo stato, non mi stancano mai.
Me ne allontano a volte perchè mi spaventano.
Mi spaventano le mie reazioni. Partecipazione durante, euforia alla fine e poi dopo la tristezza, l’abbandono di quei personaggi che erano diventati amici. Perche sono avida quando leggo, bevo come un assetato berrebbe dell’acqua fresca, dell’acqua calda, dell’acqua qualsiasi tipo di acqua per fermare quell’arsura che gli fa sentire le fauci cosi secche da non riuscire a parlare. Ecco come leggo, entro dentro di loro. Un libro è un emozione che ti da mille volte piu di un film.
E io ho voglia di amare, si stasera ho proprio voglia di amare, di donare carezze delicate ad un uomo sensibile, di sentire la familiarità di uno sguardo nel mio sguardo. Di sapere che c’è, che ci sono, che siamo un noi, un noi staccato, indipendentemente dipendente. Lontanamente vicini nel nostro eplorarci.
Cosi. Quei giorni che vuoi amare. Perche lo sai che non riesci proprio a farlo. Io non riesco proprio ad amare, ma stasera lo voglio fare.
Con le parole voglio amare il cuore di “te”. Si proprio il tuo. Ti stupisce? Non pensare che non possa farlo.
Chissa perche quando poi scrivo cosi, sono piena di vorrei, saprei, volerei, farei. Che tempo è? Accidenti non ricordo nemmeno i nomi dei tempi dei verbi. Pericoloso. Condizionale?
E poi lentamente il fuoco che ho dentro si spegne.
E i brividi ci sono, quelli restano, ci sono 4 gradi! I gradi del mio vagare. 4 gradi. Quattro gradi di comprensione, quattro gradi a est, quattro gradi di pendenza, quattro gradi di superiorità, quattro gradi di selezione, quattro gradi....
Penso che dovrei seguire il mio flusso...si. Dovrei proprio farlo.
Stock.
Bzzzzzzz.
La prima settimana di lavoro è passata. E’ gia cominciata la seconda ed io ancora non ho raccontato cosa e successo.
A lavoro sono arrivata lunedi mattina alle 9. Sabato sono arrivata. Tristemente mogia, dopo il bagno di uscite serali che avevo fatto in Italia, ritornare al mio tran tran usuale era un po duro. Alla domenica mi sveglio e tristanzola metto apposto la stanza ed animata da ogni buona intenzione decido che vado a far la spesa, prima mi collego un po.
Menomale che ho beccato Lele che mi ha invitato a pranzo da “Ciao Bella Roma” e poi ci siamo presi il the con suo fratello, e poi ci ha raggiunto un altro ragazzo detto “il biondo”. E cosi..tra una cosa ed un altra il pomeriggio è passato. Nel frattempo tutti i voli cancellati e la sorella di Flavio che aveva passato il week end a casa nostra e dovuta tornare indietro. Praticamente in 6 anni la prima volta che ci parlavo veramente. Forte, anche il marito forte.
Insomma lunedi mattina primo giorno. Si parla con il manager, con i colleghi si incontrano persone che si conoscono di già. Ale, Maria Sophie, Akim, insomma la colombiana che siede di fianco a me mi ha detto che conoscevo diggia metà azienda. Poi vabbeh gente che lavora alla Microsoft, alla Barclays, insomma Sandyford ha un businnes park che e gigantesco per dire poco.
Alla sera ho fatto in tempo ad addormentarmi alle 10. Stanca morta per come ero.
Martedi secondo giorno, impiego le giornate a far training online, demo, insomma si cerca di imparare. You know how it is. Chiedi qui e la giusto per capire come funziona la baracca.
Mercoledi oplà mezza giornata perche dalle 12 in poi sono andata a fare pattinaggio sul ghiaccio per volontariato. Già, la societa organizza anche attivita di volontariato lasciandoti tipo 6 giorni disponibili e pagati all’anno. Da utilizzare come meglio ti pare. E se li usi il sabato o la domenica ti vengono riconosciuti come mezza giornata che ti viene data come vacanza poi successivamente.
Figo no?
Ho due compagne di banco. Da una parte una colombiana che appena sono arrivata ha cominciato a lamentarsi del fatto che trovava i colleghi gelosi e poco collaborativi. E vorrei vedere, le ho detto, loro in training non sono stati da nessuna parte, noi arriviamo e ci mandano a san francisco. Doh mi ci girerebbero pure a me le palle sai?
Dall’altro lato ho Maria. Lavorava con me alla Such&Such quando facevo supporto CRM. Lei si lamenta, che vuole cambiar lavoro perche si annoia che lo fa da quasi 1 anno e mezzo questo.
Vabbeh, ogniuno è fatto a modo suo. Entrambe sono belline.
Io nel frattempo ingrasso.
Giovedi sono arrivati Valentina e Marco, cosi ci siamo incontrati dopo lavoro ed ho fatto venire anche Andrea e Stefano.
Arriviamo, ci sediamo, mangiamo. Arrivano Michele, Jean Noel. Musica. Al tavolo di fianco 2 coppie di italiani: non parlano. 2 ore seduti li a non parlare. Vale diceva che erano stanchi, io di mio penso fossero italiani. Che senso ha essere ragazzi e stare in coppia quando non si parla. E una delle cose che odio fin da bambina. Situazioni nelle quali sei con un altra persona e ti guardi intorno senza parlare, e pensare a quanto ti stai annoiando, a quanto stai facendo annoiare chi e li davanti a te.
Ci sono poi una ragazzina ed un signore piu grande. Lui sui 45, ma pazzo. Totalmente. Ipotesi avanzate: lui è il padre/ lei e l’amante/ lei sta con lui per i soldi/ lui sta con lei per i soldi (???)- lei è cogliona perche giovane e ci ha i soldi-
Poco ci e voluto che il vecchiarello mi prendesse in simpatia e che volesse che mi tuffassi in danze pazze con lui. Fortuna vuole che mi han trovato in serata buona. Si e iniziato a ballare. Poi non si sa cosa sia successo lui ha mollato lei litigando. Lei allora si e unita a noi. Mi ha dato il suo numero di telefono perche io sono “great fun”. Mah convinta lei. 19 anni fa la receptionist.
Insomma alla fine mangiato bevuto ballato, e anche ora di andare a riposare le stanche membra.
Non abbiamo pagato.
Il mattino dopo stanca, vado a lavoro.
Mi arriva messaggio di Valentina:” Tra le altre cose che sono successe stanotte, stamattina abbiamo incontrato la cameriera ceca che ieri sera ci ha servito al tavolo ed e stata licenziata perchè non abbimo pagato il conto”.
Minkia, per colpa di una nostra bravata una ragazzo che e arrivata qui a Dublino da 2 settimane è rimasta senza lavoro. Porca troia. Giro di messaggi con Vale, Andrea, per chiarire.
Vale e Marco vanno li a parlare con la manager e pagano il conto, spiegano che pensavamo di aver pagato. Faccia di tolla che abbiamo avuto. Sembra che tutto sia andato apposto, ma sono stati in ballo tutto il giorno.
Io nel frattempo sono andata a fare il pranzo di natale della mia compagnia.
Faccio il viaggio in Luas da sola. Poi scesa vedo dei tipi che lavorano nella compagnia. Li avvicino.
-“Andate anche voi al pranzo di Natale?”-
Si, ci vanno anche loro. Mi presento e mi accodo. Tappa al pub all’1 del pomeriggio. Poi a pranzo.
Mi siedo al tavolo con soli uomini. Davanti a me un americano di sanFrancisco. Bello da morire. Sposato con 2 figli. Ma bello da morire. Scopro poi che tutte le donne della compagnia gli sbavano dietro. Che compagnia strana, nessun dress code. I manger mischiati con gli altri, nessuno ha ruole superiori nè si sente superiore. Parli con tutti. Si mangia e si beve. Piu che altro si beve, perchè di mangiare, oddio, misere porzioni che ci lasciano affamati come mendicanti.
Alla fine del pranzo le ragazze si lamentano tutte. Alcune propongono la pizzeria.
Starter: una rondella di formaggio o una zuppa di carote, o pate de fois gras ( che i francesi rinnegano, anche i tedeschi e se lo dicono i tedeschi che non e patè, voglio dire!!!!)
Main Corse: Tacchino, o agnello o pesce. Il tacchino che ho preso io, era una rondella di tacchino, punto. Niente purè o verdure o altro.
Dessert: pudding, o creme brulèe o gelato. La creme brulèe era il fondo di una tazza da the. Desolante.
Poi freebar. Conosciuto, parlato, bevuto, parlato ancora.
Stai attenta a quello che ha la fama del tomber de femme. Sonia ubriaca, hanno buttato fuori un paio di persone, cantano...male, meno male che li pagano per farlo.
Alle 23 distrutta sono andata a casa. In realtà ero arrivata al punto in cui mi sentivo sola. Che mi capita a volte che mi sento estranea a cio che ho intorno. Quello che fino a pochi minuti prima mi faceva star bene lo trovo freddo, impersonale, mi sento fuori. A quel punto meglio andare via.
Sabato mattina alle 10 mi chiama Vale che portano lo zaino a casa mia. Arrivano per le 11. Mi doccio e poi scendiamo insieme in centro. Mangio con Anke e Victor. Dopo 3 anni che sono partiti, li trovo assolutamente uguali, sposati. Ma orignali come sempre. Si sono sposati con cerimonia al comune, entrambi vestiti in maniera inusuale. Lei da indiana, lui da arabo.
L’anello, la loro fede, non è la fede che hanno tutti, diversa chiaramente, un anello di quelli con l’ametista o qualche pietra del genere cn dentro il nome del partner e non con la data del matrimonio, quella e una data legale, la data e il giorno del loro primo incontro, quella è la vera data speciale: la data da ricordare.
Lei sta facendo un blog sugli stencil, che fotografa nelle varie città in cui si reca. Lui adesso e diventato content manager per una società che si occupa tra le altre cose di Infojobs, dice che in italia va molto bene.
Loro c’erano quando ho presentato Marco e Valentina. Glielo dico. Son contenti che adesso stiano assieme. Li ho invitati per l’estate prossima in Sicilia.
Dopo pranzo li lascio, vanno in cerca di murales stencil. Io mi incontro con Dotcoma che e venuto a farsi un giro a Dublino. Andiamo a prenderci un the.
Poi cammina cammina raggiungiamo Valentina e Marco. Ma sono in una libreria.
Arriva Morbin, lasciamo Vale e Marco e becchiamo Morbin.
Andiamo al Celt. Volevano un pub con musica Irlandese e quello e sicuramente il piu indicato. Li incontro Daniela. Quella che ci ho fatto pallanuoto assieme, che poi ho incontrato per caso al fare gli universitari costruttori, che poi ho incontrato per caso in un pud di dublino che era venuta a fare lo stage alla Such&Such, ecco, l’ho incontrata per caso. Lei ormai vive a Milano da 3 anni. Gira e fai sono almeno 15 anni che la conosco e la incotro cosi..per caso, in giro per il mondo.
Mando sms a Valentina per dire che siamo al Celt, ne mando un altro ad Andrea.
Ci raggiungono. Il gruppo si ingrandisce.
Raggiungiamo Loris con moglie ed amica alla chiesa (keatings). Andiamo a mangiare al Libanese.
Tavolata interessante, discussioni di politica italiana e riflessioni sulla fuga di cervelli. Ogniuno con la sua idea, ogniuno con la sua esperienza. Stefano, fa l’avvocato del diavolo, essendo lui in politica stimolava il dibattito pizzicando le corde che secondo lui erano piu interessanti.
Dopo cena al compleanno di Lele dove incontro un po di gente.
Domenica, scendo in centro e mi incontro con Alessia. Giriamo un po e poi ci raggiungono Andrea e Stefano. Mi chiama Dotcoma che anche lui e morbin sono in centro. Li raggiungiamo al pirulone.
Alessia ci abbandona, noi andiamo al Globe ad ascoltare il jazz.
Musica interessante. Stefano e Andrea cercano l’idea per un nuovo blog. Tiran fuori alcune idee buffe. Ridono a lacrime.
Li porto a mangiare da Gruel. Rimaniamo solo noi dentro il locale. Isi, ci tratta benissimo, come sempre.
Serata tranquilla ed interessante.
Lunedi a lavoro.
Alla sera becco Dotcoma e andiamo al cinema, poi mi accompagna casa che, ne abbiamo parlato cosi tanto che e ormai curioso di vedere la chiesa sconsacrata nella quale vivo.
Resta stupito.
Ciao ciao, parte anche lui come sono partiti tutti gli altri.
Parte 3 delle mie vacanze Milanesi
Lunedi non mi ricordo che ho fatto. Alla sera sicuro sono andata da Papoffolo. Che mi ha fatto assaggiare una coppa che fanno li al gelataio di Farini che Mamma mia se era buona. S’ e’ chiacchierato del piu e del meno e insomma abbiamo passato un po di tempo assieme.
I mie ricordi stanno praticamente andando in fade in. Mah purtroppo! Eh, se avessi avuto il tempo di scrivere prima, ma insomma...mica si riesce a far tutto nella vita.
Poi Martedi sono stata dal parrucchiere e alle 18 ho fatto aperitivo con un blogger, al solito posto lo chiama lui, si tratta di un barettino li sul piazzale lodi. sono uscita con Giò e siamo andati al Mom che c’era Tuccio con i suoi amici. Troppo forti. Mi piacciono proprio come persone, sempre pronti a giocare.
Di sicuro sono successe cose divertenti, con Giò abbiamo iniziato una discussione complicatissima sulla mia immagine corporea. Gli ho parlato del libro che ho acquistato di un ragazzo che parla appunto di questa cosa. Specchi di Emanuel Mian.
Mercoledi sono stata a livigno con i miei. Ed alla sera sono tornata con Walter al pubbettino della settimana prima. Ormai la sciura ci ha preso per clienti abituali. Ci fa anche, se volete sedervi vicini vi do il tavolo sulla panca cosi non dovete stare uno di fronte all’altro. Deh...Figures. Se esci con un ragazzo deve essere il tuo fidansatino altrimenti no, non puo essere. Sicuro guarda!
Anyway sono tornata a casa che erano le boh, tipo le 2 mi pare.
Amo mia mamma eh anche mio papa eh. Li amo.
Giovedi vado a mangiare con un tale che conosciuto su skype. Ora che ci penso e da quando l’ho visto che non lo sento piu. L’avro sconvolto. Bah, sarà che son cicciottella. Boh. Torno a casa alle 3 e poi faccio qualcosa che non ricordo. Alla sera vado a cena da Valentina e Marco con Massimo. Una bellissima serata tra amici. Valentina e Marco ormai hanno comprato casa. Se penso che li ho presentati io.... Massimo invece...non riesco a piazzarlo. Peccato non sono il suo tipo. Ielo dico sempre ridendo. Eh si che iene ho presentate di donnine. Ma non ci azzecco mai.
Venerdi impegni vari in giornata e in serata sono andata a casa di Betty a trovarla fino alla mezzanotte e poi mi sono beccata con Oceano. Serata surreale al moonshine.
Una cosa la voglio dire su questa gita. L’ho infarcita di incontri non ho visto pero alcune persone a cui tengo. Tipo la mia amora. Non sono stata a Torino a trovar Simona. Non ho chiamato il piccolo diavoletto Simo. Boh. Ma sopratutto non ho fatto una cosa veramente fondamentale. NON HO PENSATO A FARE LE VISITE CHE MI ERO PREFISSATA DI FARE.
Di base non ho pensato a me stessa.
Dovrei finire di raccontare di Milano, parlare della mia prima settimana di lavoro, del week end pieno di visite e di incontri.
Ma non ce la faccio.
Domani devo pulire casa. Speriamo di riuscire presto a scrivere davvero.
Parte 2 delle mie vacanze Milanesi
Si si, dicevo che poi mi sono svegliata. Ma di Giovedi non ricordo davvero nulla. Sono stata da Bata. Questo lo ricordo. Poi sinceramente ho deletato tutto dalla mia flebile memoria selettiva.
Al pomeriggio ho incontrato Marilena. Che mi ha raccontato di un incontro fatto in aereoporto. E bella come ragazza ma di sicuro è particolare. Dice che ha discusso con mia mamma. Le sta troppo addosso, per me che son sua figlia e un conto dice lei, ma su di lei non vuol pressioni. Io, me ne son tirata fuori. L’ho detto sia a lei che a mia mamma.
Alla sera sono andata a mangiare al cinese con Walter. Quello in corso XXII Marzo. Insomma li vicino. Credo sia il cinese di famiglia per loro. Vanno sempre li, o quantomeno vanno sempre li con me.
Ero morta però, cosi alle 12 circa ero gia a casa. Giusto per fare la cenerentolina. Che la mamma mi aspettava.
Venerdi, fatto la cozza durante la giornata. So che ho fatto qualcosa ma non ricordo davvero cosa. Certo che veramente pazzesco scordare cosa mi e successo 2 settimane fa. Oddio praticamente Venerdi ho deciso che sarei partita in realtà.
Praticamente mi sono svegliata che non c’era nessuno a casa. Poi ora che mi son svegliata che mi ha chiamato Manuela.
Ahhhh vedi cosa mi son dimenticata di martedi, che il mio ex manager mi ha chiamato per ringraziarmi che gli ho fatto una brag letter. Il mio ex manager devo dire in realtà: Giuseppe. Ho scritto alla sua manager dicendo che ha un elemento davvero valido e che sono stata molto felice di averlo come manager in quanto mi ha aiutato molto nel mio percorso professionale. Mi han detto che non lo fa praticamente mai nessuno. Insomma almeno, qualcuno e rimasto contento. Basta poco per rendere orgogliosa una persona. E’ davvero stupida la corsa di tutti senza ricordarsi di piccoli insignificanti gesti che possono cambiare l’umore ed anche magari far vincere qualche premio. Spero per lui.
Dicevo che poi venerdi mi ha chiamato Manuela da Pisa ed ho deciso che sarei partita. Praticamente la Manu era dal 2002 che non la vedevo. Viveva prima qui a Dublino. Si usciva assieme. Con lei sono comunque sempre rimasta in contatto. A spizzichi e bocconi lo devo ammettere, non ci sentiamo mica tutti i giorni o tutte le settimane. Cosi, quando capita. Liberamente.
Cosi qualche settimana fà l’ho chiamata e le ho chiesto se avrebbe fatto qualcosa per il week end del 27, purtroppo mi ha detto che sarebbe andata a raccogliere le olive con i genitori. Ci ho pensato un po e poi ho deciso di andare ugualmente, al massimo sarei andata anche io. Un esperienza in piu.
In verità l’idea mi è venuta da papoffolo. Gli ho detto che sarei andata in Italia e lui mi ha detto che aveva il 28 di ferie, cosi gli ho chiesto di fare un viaggio assieme e lui ha proposto Lucca. Io ci ho rimuginato su ed ho pensato alla Manu. Lei era da tanto che mi invitava ed io era da tanto che volevo andare non essendo mai stata in quei posti. Che vergogna che in Toscana ero solo stata a Firenze. Una buona occasione per fare una rimpatriata. Poi Papoff mi ha bucato perche il dentista lo ha incastrato ed io ho deciso di andare istess che tanto lo sapevo che mi sarei divertita.
Insomma parto alle 5 mi pare, non ne sono sicura. Praticamente prendo il treno da Rogoredo e vado a Genova. Poi da Genova il treno per Pontedera.
Il viaggio fino a Genova, nulla di che, nessuno parlava. Poi a Genova e salita una donna. Prima ha pennicato un pò, poi mi ha attaccato bottone. Andava a LaSpezia. Parla tu che parlo anche io, insomma ci siamo trovate a condividere la stessa esperienza. Lei si trova in italia da 7 anni ed io a Dublino da 6. La differenza è che lei è Peruviana ed ha fatto una scelta di vita particolare: essere una sorella. Insomma ho fatto questo scambio di opinioni con una suorina, che torna a casa ogni 5 anni. Studia teologia in italia ed è stata mandata tipo in assegnazione in Italia dalla Fondazione che si trova li nel suo paese. Un po ci sono rimasta per una cosa. Non le davo l’età che effettivamente ha. Non avrei mai detto che ha 30 anni.
Sembrava molto piu grande di me. 2 Sorelle entrambe mamme non sposate con storie particolari, genitori poveri ed anche 2 fratelli che non ricordo cosa facciano. Tutti a vivere nella stessa casa. Poche notizie da parte della sua famiglia, non hanno abbastanza soldi per poterla chiamare e quando li chiama lei lo fa al telefono nei negozi che non possono parlare altrimenti tutti sentono i fatti loro. Succedeva cosi quando ero piccola al paese di mia nonna. Il marito di Erichetta mi pare avesse il tabacchi con dentro il telefono a scatti. Tu chiamavi e poi lui guardava gli scatti e ti faceva pagare. Ahhhhh i telefonini! Che grossi cambiamenti che abbiamo avuto.
Arrivo a Pontedera e la Manu e sempre la stessa, capelli lunghi, bionda, occhi blublublu sempre fisichino invidiabile. Complimenti signorina! Mi porta a casa sua e mangiamo una fettina di carne con l’insalata. In realtà era pollo. Mi par di ricordare. Mh. Bella casa aho. Giardino, ingresso con scale doppia porta salottino con tavola libreria gigante che e una cosa che mi piace un bel pò, Cucinino piccinino con tutto il necessario. Poi Bagno gigante, 2 stanze una un po piu piccolina e una bella grande. Arredamento molto minimalista. Foto sulle pareti. Insomma una bella cucciettina. Si sente al telefono con questo o quello e poi si parte alla volta di Viareggio. 1 oretta di strada per andare a ballare in questo posto frequentato prevalentemente da Lucchesi parrebbe. Ostras o qualcosa del genere di fianco alle Capannine, dove ci giravano i film quelli con i quali son cresciuta: La rotonda sul mare, Ciavarro, Isabella Ferrari, quelli li insomma.
Arriviamo sul posto e diluvia che dio la manda. Un’acquazzone di quelli pazzi. Il posteggio non e lontano ma nemmeno davanti la porta e lei e appena stata dal parrucchiere. Fermiamo la macchina e aspettiamo. Aspettiamo...aspettiamo.
-“Manu, ma cosa aspettiamo?”-
-“Che qualcuno passi con l’ombrello.”-
-“Mh”-
Nel frattempo quando aveva fermato la macchina io avevo allacciato il mio piumino lungo e messo il cappuccio. Noi s’aspettava intanto.
-“Manu, non è che andiamo? Io mi sento dentro un sacco a pelo tra un po comincia a piovere dentro ed e il mio sudore”-
-“Ma che schifo!!!!”- e ridiamo
-“Ma non puoi mettere la giacca sulla testa e ci facciamo una corsa?”-
Poverina l’ha fatto forse piu per me che stavo ormai diventando magra che per la fretta di entrare in discoteca.
Mi aveva detto che non cuccava praticamente mai. Devo dire in verità che non ci ho creduto nemmeno un momento. Dai va bene tutto ma lei e proprio un bel bocconcino, pure il piu schizzinoso ci penserebbe su prima di scartarla. Con me che sono rotonda è facile scartarmi ma lei bellina sorridente e socievole. Cazzo vogliono gli omini? Bah.
Incontriamo la sua amica che sta per poco, ma la cosa piu strana che questa c’haveva n’amica che era andata alla discoteca da sola. Io non ce la farei davvero mai.
A monte, altro che nessuno aho. La serata ad essere fermate da tipetti.
La cosa piu clamorosa poi quando lei mi raccontava di non ricordo nemmeno cosa e ci ferma un tipo.
-“E poi dovevamo andare”-
-“Cosa?”-
-“Prendere da bere”-
-“Che?”-
-“Da bere”-
-“Muovetevi allora a prenderlo”-
Discussione tra lei e uno. Ci guardiamo, ridiamo ed entrambe pensiamo “ Sto cafone!”
Giriamo un pochino, per la sala e poi ci siamo messe a ballare. Li il delirio, un montone di uomini attorno a lei. E poi il cafone che mi sa che l’ha guardata meglio e....ha cominciato a tampinarla da schifo, menomale che faceva ridere che cosi almeno.
Poi ci siamo un po allontanate e morivo dalla sete, le chiedo se prendiamo da bere. Stranita mi zitta: 15 euro per una bevuta? Doh torto non ha.
Continuiamo il nostro passeggio e mi ferma un signore Gianluca qualunque.
-“Ciao posso conoscerti?”-
-“Ciao”-
-“Gianluca”-
-“Sgrugoletta”-
-“Come va?”-
-“Tutto bene”-
-“ Senti qui non si sente niente, mi accompagni un attimo?”-
-“E dove andiamo?”-
-“A prendere da bere”-
-“Eh ti accompagno ma io non prendo nulla”-
-“Dai, tu cosa vuoi?”-
-“No guarda, non prendo nulla grazie e poi ha i soldi la mia amica”- Avevo lasciato la borsa a casa che almeno per ballare stavo piu comoda.
-“Beh ma chi ti ha chiesto di pagare?”-
-“Doh”-
Eccoci con le figure di merda. Boia sono un incantata.
-“Be?”-
-“Non so, tu cosa bevi?”-
-“Cuba”-
-“Vada per il cuba”-
Oplà, un drink servito. Solo che essendo abituata all’irlandese, visto che la Manu era attorniata da uomini ho tralasciato un piccolo particolare: avvisare che mi ero allontanata da lei.
Dopo un po mi trova li al bancone. Era ancora con quello che poi sul suo cellulare ha salvato come “Rompiballe”.
Insomma alla fine io sono uscita fuori a fumare con Gianluca, e lei a ballare.
Mi ha preso in giro per due giorni che ho scroccato un drink proprio quando lo volevo. Ma non l’ho di certo cercato.
Pergiunta il tale mi ha detto l’ora che ero entrata che mi stava puntando dall’inizio. A me ste cose fanno davvero ridere. Secondo me ha tirato a casaccio. Manco che fossi vestita dico un po bene. Proprio male eh. Moh, resto perplimuta!
Usciamo che son le 5 e andiamo a far colazione. Intanto mi porta a vedere la passeggiata, e l’albergo quello fighetto, che non ricordo manco il nome, ma poco importa ed andiamo a far colazione di fronte all’ortomercato. Tutti briosche e cappuccino ed io panino e cocacola.
-“Sei proprio diventata irlandese”- mi sgrida la Manu.
Arriviamo a casa che sono le 6. Io, appena poso la testa sul cuscino crollo, morta!
Lei, dice che si e messa a leggere che quando passa un certo orario poi le passa il sonno.
Ci svegliamo con calma verso le 11, facciamo colazione, ci docciamo ed attendiamo la venuta del migliore amico di Manu: Marco. Si conoscono da almeno 15 anni, forse 16. Praticamente una vita.
Ad averceli amici cosi! Insieme fanno scompisciare. Cominciano a ridere che non puoi non ridere anche tu. Mille ricordi, mille avventure, la maggior parte buffe e divertenti.
Mi portano a Bientina a vedere la chiesa dove si e sposata MariaElena, poi alla casa di campagna della famiglia della manu dove i genitori con lo zio raccolgono le olive. Troppo bellina. Sembra la tipica casa vecchissima delle nonnine con l’odore di legna ed i piatti con i disegni sopra tutti consunti. E poi mobili antichi, anche alcune poltrone fatte da botti costruite proprio dal papà della Manu. Creativo dico io.
Alla fine mentre andiamo il papà della manu le urla dietro:
-“Spero sempre che prima o poi a fare sto lavoro ci venga il genero ad aiutarmi”-
-“Si babbo, aspetta tu!”-
Ci incamminiamo. Dopo un po di riflessione Marco parla:
-“Senti sai che abbiamo detto che se poi finiamo tutti e due single ad una certa età finiamo per metterci assieme io e te?”-
-“Si, certo certo Marco come no?”-
-“Ecco, ora che ci penso, se ci sono le olive di mezzo...DIMENTICALO”-
E scoppiamo in una sonora risata di gusto!
Andiamo a Pisa. Ci fermiamo e facciamo un giro per piazza dei miracoli il duomo, la torre.
-“Allora cosa ne pensi?”
-“Bellina”-
-“Ma come bellina? Bellina lo dico io che ci vivo qui, tu non puoi dire bellina”-
Stizzita rimbrotta sul mio apprezzamento un po troppo stitico.
Ci inoltriamo verso un bar alla ricerca di un bagno perche non resisto proprio piu. Ci fermiamo e mangiamo.Intanto con noi si e unito un altro dei suoi amiconi: Domenico(oddio ho un vuoto, mi pare si chiamasse cosi).
Dopo questo lauto pranzo(???) ci inoltriamo verso la torre per arrampicarci in cima ma...troppo tardi! Pazienza!
Intanto ho i miei contatti a pisa. Mando qualche sms a questo e quello.
Mi risponde Carlo che parla con Manu che poi gli passa Marco. Insomma deve uscire. Ci incontriamo sul ponte di Corso Italia che icrocia l’Arno. E andiamo a fare l’aperitivo da boh: un posto in una piazzettina inboscata dove ci fanno il mercato di giorno. E li discutiamo sul prosiego della serata. Io sono in stato comatoso. Ho dei crolli di sonno che tra un po svengo.
Propongono un agriturismo, poi il teatro, poi un ristorante, poi la pizzeria, la macchina, non la macchina. Muoversi di qui no meglio di no. E ci alziamo e camminiamo.
Alla fine del 4 giro li apostrofo:
-“Se passiamo di nuovo davanti a questo negozio di borse giuro che mi compro la borsa. In italia la roba non costa un cacchio!”-
-“Si eh? Credici!”-
Non ci siamo piu passati. Era bella pero quella borsina da lavoro. Uff.
Scherzo, chiaramente!
Dopo aver chiesto a tipo 5 ristoranti, che ci rimbalzavano di 1 ora o piu, siamo finiti in un posticino che alla fine non si e mangiato poi cosi male.
Abbiamo riso. Parecchio.
Poi davanti al ristorante quando siamo usciti c’era una vetrina e mi ci sono avvicinata.
-“Manu”-
-“Eh”-
-“Ti ricordi quando ho detto che la roba in Italia non costa un cacchio?”-
-“Si perche?”-
-“Beh mi rimangio tutto, minchia una giacca qui costa 850 euro. Orco boia ma se uno prende 1200 come se la paga una giacca cosi?”-
-“E cosa ti avevo detto io? Zitta va!”-
Tra una balla e l’altra siamo tornati a casa che era l’1. Crollata nuovamente senza passare dal via. Non ci ho piu il fisico fringuello di una volta. Accuso il colpo mi sa eh.
La manu nonostante abbia 2 anni piu di me è invece bella arzilla sempre. Ma come fa? Ci son persone che hanno risorse dentro lo stomaco che lasciano stupiti.
Al mattino dopo ci siam alzati che erano le 10. Lei doveva andare a cogliere olive, io sarei andata a Pisa a vedere la torre e poi se il tempo me lo permetteva a lucca.
Mi portano in stazione alle 12. Ora che arrivo a Pisa, esco dalla stazione, vado sulla torre, torno indietro, mi fermo a mangiare. Sono le 5. Faccio che prendo il treno.
Oh ma per salire sulla torre 15 Euro. La maremma se costa far la turista!!!
Prendo il treno e dicido in accordo con Paolo, un mio amico, che mi fermo a Bologna. Un viaggio mai fatto cosi prima d’ora.
Sarà che era domenica, sara che era ora di punta, sara quel che volete ma i carri in tahilandia ed in peru’ sono meno carichi di un treno come quello che ho preso. Ho dovuto fare 7 carrozze in corsa perche non riuscivo a salire in nessuna. Poi sono salita sulla prima classe. L’ultima carrozza prima della locomotiva. Chiaramente non si riusciva a fare un passo. Nemmeno volando. Io mi chiedo domando e dico, ma se uno ha pagato pure la prenotazione ma dico come l’ha raggiunto il posto che aveva presumibilmente prenotato? Sticavoletti di bruxelles.
Infatti appena scesa dal treno a Bologna sono andata a prenotare l’eurostar fino a milano. Fanculo mi son detta. Almeno mi siedo. Con cavolo che mi faccio un viaggio cosi fino a Mi.
Con Paolo visto che avevamo nemmeno un ora di tempo per stare assieme praticamente ci siamo jettati dentro un McDonalds e abbiamo mangiato qualcosa li. L’ho trovato bene. Io e lui battibecchiamo ogni tanto via mail o per telefono ma quando ci incontriamo si va d’amore e daccordo.
Alle 9 corro per il treno.
Alle 23 .30 sono a casa. Il viaggio in treno tranquillo a parte un coglione che si e messo a spioppiolare con un giochino sul telefono che faceva un inferno da schiantarlo giu dal treno. Che diamine gioca quanto vuoi ma togli il fucking volume Idiota!!
Ecco. Fine della seconda puntata.
E non finisce mica qui....
primo giorno di lavoro
sono morta. Stanca un bel po sà?
Tranquilli sono ma ci metto 7 ore per tornare. Che scendo dalla LUAS e ci vuole un argano. Tutti in coda per prendere i bus dal centro. Ed io me la son fatta a piedi. Boia di un ladro.
Parte 1 delle mie vacanze Milanesi
Dunque, non sono sparita. E che sono stata 2 settimane in vacanza. Belle intense direi. Sono partita il 20 Novembre per andare a Milano. Era lunedi, il primo giorno da disoccupata. Devo ammetterlo non me ne sono ancora resa conto: non lavoro piu per la Such&Such. Una liberazione no? Spero!
Mi sono alzata presto il 20, è passato cosi tanto tempo ormai che i miei racconti non saranno cosi accurati come se solitamente faccio. Ma cercero di ricordare tutto cio che mi e accaduto. Non lo faccio per voi che tanto lo so che possibilmente non vi frega nulla, lo faccio sempre e comunque per ricordarmi quando sarò grande(???) di questa vacanza.
Mi sono alzata verso le 9. Fatto la valigia, pulito la stanza, messo la lavatrice, pulito i secchi della spazzatura per non lasciare monnezza indietro. Rovistato nel frigorifero tutto cio che scadeva per mangiarlo prima di partire. Ho cercato di lasciare tutto proprio pulitino. Ho pure spento i caloriferi che tanto pure Flavio, il mio coinquilino, era in italia pure lui.
Fatto tutto, sistemato bene. Unica cosa, è che ho lasciato i panni stesi ma d’altronde che potevo fare? Mi son pure portata dei pantaloni bagnati totalmente. Boia!
Vado in aereoporto e mi preparo a fare questo viaggettino. Una bella giornata a dublino era il 20. Si, almeno me la ricordo bella io, magari era un tugurio, ma io partivo, ero in vacanza, per come me la ricordo io, era una giornata calda, soleggiata e piena di energia.
Fila per l’imbarco, corri prendi posto che con Ryan e un avventura prendere posto se poi sei tra gli ultimi che non trovi mai posto per i bagagli. Sono tra le prime, evviva. Prendo posto in coda al treno che dice che se succede un incidente e il posto piu sicuro, mica per altro, non ho paura di volare, ma per scaramanzia. Male non puo fare. Cosi mi siedo e mi preparo ad una sonora ronfata. Sicura? Credevo io. Arriva una donna sui 50 credo, la figlia e un altro uomo. Il film che mi sono fatta io e questo: Donna separata va in vacanza con l’amico e si porta dietro la figlia sui 20 circa.
Si siedono in ultima fila la hostess ripete piu volte che non possono tenere bagagli sotto il sedile perche sono sull’uscita di emergenza. Cominciano a lamentarsi a volte abbastanza alta. La figlia comincia ad urlare in cerca di un non meglio definito Carlo. Amico di famiglia, piu o meno, non ricordava manco il suo nome. – “Mamma, mamma come si chiamava il nostro amico? Carlo vero? Chiamalo, fallo venire qui che mi deve consigliare lo stallone”- E continua cosi per buoni 10 minuti in cerca di questo fantomatico che ha ben pensato di nascondersi sotto un sedile colorandosi i capelli e facendosi pure i dread pur di non farsi trovare da questa signorina borghesotta dei miei stivali. Dite che non mi era simpatica? Ma va? Come vi siete accorti di questo?
Tutto il volo un chiacchiericcio continuo ed invasivo ha disturbato ogni mio tentativo di sognare uno stallone uomo. Quella parlava di stallone cavallo, e di moto, e di comprami comprami mamma comprami. Tanto papà finanzia! La casa, il mocassino, pure il servetto, ma anche il villino, e mettiamoci il giubottino, e la borsetta che c’ha l’amica mia, beh e poi il cellulare con il pc che di strass ci stressa. Dico ma perche sta gente vola Ryan? Mah!
Arrivata a Dublino, ero morta rintontita che volevo fumare un sigaro cubano a due vie. Ma c’erano i miei e dunque ho blablato con loro che tanto insomma ce ne avevo da raccontare pure a loro.
Lunedi sera non sono uscita. Punto. No, nel senso che non e che sono uscita proprio sempre, quasi ecco!
Martedi mi sveglio ad un orario cristiano, le 11. Praticamente ho fatto 2 settimane di svegliarmi alle 11. Che lo so che mille mila persone se leggono che uno si sveglia alle 11 e loro lavorano pensano:-“ Ma vammori mazzato và!”-.
Dunque la mattina direi volata. Il pomeriggio con la venuta della mia dolcissima nipotina Irene è passato anche quello che tanto avevo ricevuto una buchissima per il mio appuntamento delle 6.
Mi fa ridere. Avevo appuntamenti per pranzo e per cena. Potessi davvero vivere cosi. Ma mi piacerebbe? Non so ci devo un po pensare, valutare. Quando ho raccontato un po delle vacanze mi han preso anche ben in giro un pochino. Non han torto.
Alla sera ho cenato fuori con un mio amico specialissimo. Edo è il suo nome. Ogni volta mi sorprendo in quanto lui sembra comunque interessato a cio che dico e come sono. E siamo abbastanza diversi. E mi sorprendo. Che sembra che davvero sono interessante. Lui è davvero forte.
Mercoledi avevo chieso a mamma di andare alle terme, che la volevo portare alle terme di Salsomaggiore a farsi fare qualche massaggino a coccolarla un pochino che le avrebbe fatto un po di bene, volevo portarci anche mio padre ma va da se che da uomo all’antica qual’è ha detto un no categorico. Siamo comuque partiti, volevo passare una giornata con loro in giro. Siamo cosi andati sul lago maggiore a Laveno o Baveno..uno dei due. Con il battello poi sull’isola dei pescatori dove abbiamo mangiato in compagnia di coppiettine e quindi siamo andati a Stresa.
A Stresa abbiamo giracchiato al freddo ed al gelo costeggiando la riva del lago. Ad un certo punto ci avvicinano due signori. Io sono lontana dai miei, guardo il lago e cerco di fare l’equilibrista alle olimpiadi dei topi nani. I miei fanno foto, ridono. Come dicevo si avvicina questa coppietta e chiede cortesemente che qualcuno faccia una foto a loro. Lo fa mio padre, poi questi li sento ridere, confabulano, mio padre si allontana mentre mia madre continua a far foto. Credo gli abbia fatto un book fotografico a colori. Poteva chiedere compenso dico io! Mio padre viene verso di me e mi guarda mentre zompetto sull’asse. Si avvicina e quatto quatto cheto cheto mi dice –“Quissi sò matt. So partut di ciariviell!-“ (Questi sono matti, sono partiti di cervello). Abbozzo ma non capisco. Chiedo di avere lumi. Ma i lumi sono lontani. I due tipetti si allontanano verso i lumi ed io nel mio buio totale smonto dall’asse che rischio di rompermi il metacarpo del mignolo in un volo d’angelo avvitato. Ci raggiunge anche mia mamma che porta con se un lumicino, mentre si avvicina ci soffia sopra e cosi illumina tutto il mio non sapere.
I due personaggi fondamentalmente si sono avvicinati a mio padre, hanno chiesto la foto e poi hanno cominciato uno spettacolino ai benefici dei miei cari parents.
-“Eh, sapesse”- dice lui secondo il racconto di mia mamma –“ lei non sa la nostra storia. Dai amore diglielo tu”-
Mio padre non aveva chiesto nulla, ne tantomeno mia madre.
-“Dai, no, diglielo tu”-
-“Vabbeh, dai glielo dico io. Noi due siamo divorziati, ma adesso stiamo assieme.”-
A questo punto mio padre si è allontanato. Vallo a spiegare tu che al giorno di oggi le coppie si scoppiano e si riaccoppiano a casaccio ormai. In effetti, ve lo dico io, i miei sono abbastanza aperti in fondo non sono bigotti ma, che gente gli abbia raccontato i fatti loro sulla riva di un lago al tramonto, beh, come dire, gli ha fatto un po dello strano lo ammetto. Io ho sorriso. Io racconto a gente che manco vedo i cavoli miei: Poveri noi!
Continuiamo a camminare, fotografando il fotografabile. Se io sono una giapponesina, mia madre è ancor peggio di me. Un disastro la venuta del digitale. Ci appropinquiamo verso la macchina e quindi verso casa. Sulla via del ritorno la cena è a casa di mia sorella. Che porca di una paperella abbandonata vive nel nulla della campagnia. Davanti a lei: i campi. Dietro di lei: non lo so c’era la nebbia.
Torniamo a casa per le 9 ed io mi attendo il mio cavaliere per la serata: il fratello della desy. Viene a prendermi e partiamo. Resto confusa sulla strada che decide di fare. Al che lo faccio notare. Da San Donato finiamo a mecenate passando per piazza 5 giornate, per poi finire sui navigli. La giustificazione: -“ Eh dai, non sapevo dove andare”- Ahhh beh! Lo ammetto, ho riso come non mai. Giuro!
Siamo andati poi in un pub. Io lui, la cameriera, il cantante, un romano ed un nonnino. Che scene.
-“ Ma tu sei matta!”-
-“ Oh che cazzo vuoi mi hai dato la carta di credito”-
-“ Si ma non credevo che tu fossi cosi assurdamente irresponsabile”-
-“ Cosa vuoi fare buttarmi fuori di casa?”-
-“Ci sto pensando, Non credevo tu potessi arrivare a tanto. 370 euro, ma ti rendi conto?”-
-“ E allora?”-
-“Porca troia ma e il cane. Tu mi porti il cane dal parrucchiere e paghi 370 euro? Ma sei matta?-“
Tutta serata sta scena. Un paio di orette tutte. La cameriera era li che ascoltava, io che ridevo a lacrime, lui serissimo. Io mi scusavo. La cameriera ci ha creduto. Tanto che poi uscendo fuori a fumare s’e messa a parlare del suo cane. Ed io non potevo credere che davvero ci avesse creduto. Poi alla fine le ho svelato questo arcano mistero: Io, NON HO UN CANE!
Ma che lacrime dal ridere che mi son fatta. Tra una cosa e l’altra insomma ora che siamo usciti dal locale e....quel pazzo di Walter non mi ha detto che avevo preso la strada sbagliata per tornare alla macchina, facendomi camminare per ore ed ore. Sono tornata a casa che erano le 4, con cell scarico di batteria. Con mio padre al computer e mia madre che gironzolava per casa tutta in tensione.
-“Ti ho chiamato su tutti i cellulari, spenti ma almeno un messaggio dico, non potevi mandarlo?”-
Mica aveva torto. Poverina. Sapevo che aveva ragione. Le ho chiesto scusa.
Giovedi non me lo ricordo. In verita’.
Mi son svegliata...
Ma il resto un altra volta. Domani primo giorno di lavoro mica posso raccontare ancora...bacini ;)